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	<title>Dott. MARCELLO SERGIO &#124; Specializzato in Ginecologia e Ostetricia &#124; ROMA</title>
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	<description>La ginecologia a portata di donna</description>
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		<title>Taglio cesareo e parto naturale: le Linee Guida dell&#8217;Istituto Superiore di Sanità</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 20:23:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello Sergio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono state pubblicate a cura dell&#8217;Istituto superiore di Sanità le Linee Guida sull&#8217;applicabilità del taglio cesareo. LEGGI TUTTO]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono state pubblicate a cura dell&#8217;Istituto superiore di Sanità le Linee Guida sull&#8217;applicabilità del taglio cesareo.</p>
<p><a href="http://www.snlg-iss.it/cms/files/LG_Cesareo_finaleL.pdf">LEGGI TUTTO</a></p>
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		<title>Tutto su HPV</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 19:49:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello Sergio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un articolo completo su tutto quello che c&#8217;è da saper su HPV (Papilloma virus) &#160; LEGGI TUTTO]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un articolo completo su tutto quello che c&#8217;è da saper su HPV (Papilloma virus)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.medicitalia.it/salute/HPV">LEGGI TUTTO</a></p>
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		<title>Dieta sbagliata ed attività fisica eccessiva associata a menopausa precoce</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 08:43:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello Sergio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alti livelli di attività fisica e l&#8217;assunzione di acidi grassi polinsaturi risultano associati a una più precoce insorgenza di menopausa. Lo rivela uno studio condotto in Giappone su 3.115 donne in premenopausa (età: 35-56 anni) da Chisato Nagata, dell&#8217;università di Gifu. L&#8217;attività fisica è stata stimata al basale tramite un questionario validato, con calcolo dell&#8217;equivalente punteggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alti livelli di attività fisica e l&#8217;assunzione di acidi grassi polinsaturi risultano associati a una più precoce insorgenza di menopausa. Lo rivela uno studio condotto in Giappone su 3.115 donne in premenopausa (età: 35-56 anni) da Chisato Nagata, dell&#8217;università di Gifu.<span id="more-1178"></span> L&#8217;attività fisica è stata stimata al basale tramite un questionario validato, con calcolo dell&#8217;equivalente punteggio metabolico. Le assunzioni di alimenti con la dieta sono state misurate anch&#8217;esse al basale mediante un questionario validato sulla frequenza dei pasti e aggiustato sulla energia totale. Lo stato menopausale è stato definito dall&#8217;assenza di mestruazioni per 12 mesi o più. Mediante modello di rischio proporzionale di Cox si è valutato l&#8217;hazard ratio della comparsa di menopausa dopo correzione per età, parità, indice di massa corporea, fumo, grado di istruzione, irregolarità mestruali. A un follow-up di 10 anni, 1.790 donne sono andate incontro a menopausa naturale. Un elevato livello di attività fisica e un alto consumo di grassi polinsaturi sono apparsi moderatamente ma significativamente associati a un inizio più precoce della menopausa; considerando l&#8217;attività fisica, l&#8217;hazard ratio del quartile più alto verso il più basso è risultato di 1,17, mentre lo stesso rapporto in relazione agli acidi grassi polinsaturi si è attestato a 1,15. Nessun altro degli alimenti analizzati, potenzialmente correlati ai livelli degli estrogeni endogeni (grassi totali, altri tipi di lipidi, fibre alimentari, isoflavoni della soia, alcol) è apparso associato all&#8217;insorgenza della menopausa. (da Doctor33)</p>
<p><a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21926924">Menopause, 2012;19(1):75-81</a></p>
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		<title>Antidepressivi in gravidanza: rischio di ipertensione polmonare del neonato</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 13:54:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello Sergio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il rischio di ipertensione polmonare persistente del neonato è generalmente basso, ma l&#8217;uso di inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (Ssri) nella fase tardiva della gravidanza lo aumenta più del doppio. Sono le conclusioni di un ampio studio effettuato dal 1996 al 2007 nei paesi del nord Europa: Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia. In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il rischio di ipertensione polmonare persistente del neonato è generalmente basso, ma l&#8217;uso di inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (Ssri) nella fase tardiva della gravidanza lo aumenta più del doppio.<span id="more-1174"></span> Sono le conclusioni di un ampio studio effettuato dal 1996 al 2007 nei paesi del nord Europa: Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia. In totale sono state considerate 1.618.255 nascite singole avvenute dopo una gestazione di almeno 33 settimane. Le madri a cui erano stati prescritti Ssri dopo la ventesima settimana sono state 11.014, lo 0,7% del totale, mentre 17.053 (1,1%) hanno fatto uso di questi farmaci solo nelle fasi iniziali della gravidanza. Queste donne erano mediamente di età più avanzata ed erano in maggior percentuale fumatrici rispetto a coloro che non avevano assunto farmaci Ssri. I bambini esposti sono nati con un&#8217;età gestazionale inferiore e più spesso sono stati classificati come piccoli per l&#8217;età gestazionale. L&#8217;esposizione agli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina in gravidanza avanzata si è associata a un aumentato rischio di ipertensione polmonare persistente nel neonato, che si è verificata in 33 degli 11.014 soggetti, corrispondenti a un rischio assoluto di 3 su 1.000 bambini nati vivi rispetto a un&#8217;incidenza media dell&#8217;1,2 su 1.000. L&#8217;aumento del rischio è stato simile per ciascuno dei farmaci Ssri (sertralina, citalopram, paroxetina e fluoxetina). Le prescrizioni dei farmaci effettuate prima dell&#8217;ottava settimana di gravidanza hanno comportato un rischio solo leggermente superiore alla media: 1,4 casi su 1.000. (da Doctornews)</p>
<p>BMJ, 2011; 344:d8012</p>
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		<title>Vaccino HPV: si, ma attente alle infezioni!</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 13:51:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello Sergio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si vaccinano contro il papilloma virus umano (Hpv) e pensano di essere protette anche da altre malattie a trasmissione sessuale, al punto di non aver bisogno di usare precauzioni per avere rapporti sessuali sicuri. Accade al 23% delle adolescenti, secondo uno studio svolto all&#8217;ospedale pediatrico di Cincinnati, dove il gruppo di ricerca coordinato da Tanya [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si vaccinano contro il papilloma virus umano (Hpv) e pensano di essere protette anche da altre malattie a trasmissione sessuale, al punto di non aver bisogno di usare precauzioni per avere rapporti sessuali sicuri.<span id="more-1170"></span> Accade al 23% delle adolescenti, secondo uno studio svolto all&#8217;ospedale pediatrico di Cincinnati, dove il gruppo di ricerca coordinato da Tanya Kowalczyk Mullins ha osservato la percezione del rischio in 339 ragazze tra 13 e 21 anni (età media 16,8 anni) dopo la loro prima vaccinazione contro il papilloma virus. Molte delle ragazze incluse nello studio erano afroamericane (76,4%) e nel 57,5% dei casi avevano già avuto esperienze sessuali. In conseguenza alla vaccinazione Hpv le adolescenti si sono sentite più protette dal papilloma rispetto alle altre malattie sessualmente trasmissibili, ma in una minoranza di loro la vaccinazione ha portato alla percezione di una diminuita necessità di adottare comportamenti sessuali sicuri. Nella maggior parte delle adolescenti esaminate, la consapevolezza della necessità di praticare sesso sicuro è invece presente, ma è influenzata da diverse variabili. Oltre alle conoscenze delle stesse ragazze in merito al papilloma e alla vaccinazione e alle preoccupazioni per la possibilità di contrarre un&#8217;infezione, influiscono fattori esterni, come un&#8217;informazione adeguata delle madri, il grado di comunicazione tra madri e figlie e la presenza di un medico che si attivi come fonte di informazione. In alcuni casi, come suggeriscono gli autori dello studio, i medici potrebbero chiarire alle ragazze le limitazioni del vaccino, specificando che la protezione offerta non si estende dall&#8217;Hpv ad altre patologie.(da Vaccinare 33)</p>
<p>Arch Pediatr Adolescens Med. 2012;166(1):82-88</p>
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		<title>Aumento di peso in gravidanza</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 08:52:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello Sergio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sappiamo che un eccessivo peso neonatale si associa spesso ad obesità nell&#8217;età adulta e può comportare un aumento della mortalità correlata al peso corporeo eccessivo. Studi precedenti hanno analizzato la relazione tra aumento ponderale della gestante e peso del neonato, ma non sono stati esaminati gli eventuali fattori di confondimento ambientali e genetici. Per ovviare a questa lacuna alcuni ricercatori USA hanno esaminato un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sappiamo che un eccessivo peso neonatale si associa spesso ad obesità nell&#8217;età adulta e può comportare un aumento della mortalità correlata al peso corporeo eccessivo.<span id="more-1165"></span></p>
<p>Studi precedenti hanno analizzato la relazione tra aumento ponderale della gestante e peso del neonato, ma non sono stati esaminati gli eventuali fattori di confondimento ambientali e genetici. Per ovviare a questa lacuna alcuni ricercatori USA hanno esaminato un database comprendente circa 513.000 donne &#8211; ognuna con almeno due figli &#8211; per calcolare la differenza di aumento ponderale materno e neonatale tra due gravidanze consecutive di ogni donna.</p>
<p>Si è constatata un&#8217;associazione significativa tra peso neonatale e peso materno: ogni aumento di 1 kg materno si è associato ad un aumento di 7.35 g nel peso neonatale. Le differenze nell&#8217;aumento di peso materno in due gravidanze successive si sono rispecchiate proporzionalmente in aumenti di peso dei neonati, e le donne che sono aumentate della stessa quantità in due gravidanze consecutive hanno partorito neonati con lo stesso peso.</p>
<p>In media, le donne che hanno acquistato oltre 12 kg nella seconda gravidanza hanno partorito neonati di 108 g più pesanti rispetto al primo neonato.</p>
<div>
<p>Indipendentemente dai fattori genetici e ambientali, la metanalisi rafforza la relazione tra aumento eccessivo di peso materno e aumento eccessivo di peso neonatale. Occorrono studi di lunga durata per verificare se questo si traduca in un danno futuro per il neonato.(da Paginemediche.it)</p>
<p><a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20691469" target="_blank">Ludwig DS and Currie J. The association between pregnancy weight gain and birthweight: A within-family comparison. Lancet 2010 Sep 18; 376:984</a></p>
</div>
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		<title>L&#8217;acido folico riduce gli effetti dannosi del diabete gestazionale</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 08:41:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello Sergio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nelle madri diabetiche, la carenza di uso periconcezionale di vitamine o integratori alimentari contenenti acido folico può associarsi a un eccesso di rischio per difetti alla nascita dovuti al diabete. È giunto a questa conclusione il National birth defects prevention study, uno studio multicentrico di popolazione caso-controllo sui difetti congeniti che ha interessato 14.721 casi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle madri diabetiche, la carenza di uso periconcezionale di vitamine o integratori alimentari contenenti acido folico può associarsi a un eccesso di rischio per difetti alla nascita dovuti al diabete. <span id="more-1161"></span>È giunto a questa conclusione il National birth defects prevention study, uno studio multicentrico di popolazione caso-controllo sui difetti congeniti che ha interessato 14.721 casi e 5.437 controlli tra il 1997 e il 2004. I ricercatori, coordinati da Adolfo Correa dei Centers for disease control and prevention di Atlanta, hanno suddiviso i casi in 18 tipi di difetti cardiaci e in 26 difetti congeniti non cardiaci. Quindi hanno calcolato gli odds ratio per gli effetti indipendenti e congiunti del diabete preesistente e della mancata assunzione di supplementi di acido folico. I pattern di odds ratio rilevati sono apparsi altamente suggestivi di un rischio aumentato di difetti associati al diabete in assenza piuttosto che in presenza di una supplementazione in acido folico. L&#8217;effetto di protezione del feto dal diabete materno esercitato dall&#8217;acido folico, anche se non spiegato, non è casuale, e non è osservato con altri integratori. Quanto ai meccanismi attraverso i quali il diabete della madre provoca difetti congeniti, si pensa che i livelli anormali di glucosio possano alterare  l&#8217;espressione di geni regolatotri dell&#8217;embrione, portando a modificazioni cellulari apoptosiche embriotossiche.(da Doctor33)</p>
<p><a href="http://www.ajog.org/article/S0002-9378%2811%2902422-7/abstract">Am J Obstet Gynecol, 2011 Dec 29. [Epub ahead of print]</a></p>
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		<title>Nascita pretermine: sovrappeso e lavoro pesante tra i fattori di rischio</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 08:42:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello Sergio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo un recente studio, il sovrappeso ed i lavori pesanti rappresentano un fattore di rischio per il verificarsi di un parto pretermine. È stato condotto uno studio multicentrico, osservazionale e retrospettivo su 7.634 donne ricoverate presso 9 differenti cliniche ostetriche universitarie omogeneamente distribuite lungo il territorio nazionale (4 al Nord: Milano, Modena, Torino, Trieste; 3 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo un recente studio, il sovrappeso ed i lavori pesanti rappresentano un fattore di rischio per il verificarsi di un parto pretermine.<br />
<span id="more-1153"></span></p>
<p>È stato condotto uno studio multicentrico, osservazionale e retrospettivo su 7.634 donne ricoverate presso 9 differenti cliniche ostetriche universitarie omogeneamente distribuite lungo il territorio nazionale (4 al Nord: Milano, Modena, Torino, Trieste; 3 al Centro: Ancona, Perugia, Siena; 2 al Sud: Catania, Foggia). Come criterio di inclusione si sono considerate le donne con parto vaginale a termine o pretermine in modo spontaneo (esclusi dunque i parti cesarei). Il periodo di raccolta dati è iniziato nell&#8217;aprile del 2008 ed è terminato nel dicembre dello stesso anno. Tramite regressione logistica multivariata si sono quindi identificati i fattori predittivi indipendenti di nascita pretermine.</p>
<p>Decisivi Bmi &gt;25, lavori pesanti e recente storia riproduttiva<br />
Un aumento significativo di rischio si è notato nelle donne con indice di massa corporea (Bmi) &gt;25 (odds ratio, Or: 1,662) e nelle madri impiegate in lavori pesanti (Or: 1,947). Inoltre è emersa un&#8217;associazione significativa tra nascita pretermine e recente storia riproduttiva. In particolare, l&#8217;anamnesi positiva per un pregresso aborto, spontaneo o provocato (Or: 1,954), o per un precedente parto cesareo (Or: 2,904) è apparsa correlata positivamente a un maggiore rischio di nascita pretermine; inoltre, un&#8217;ulteriore, importante associazione statisticamente significativa si è rilevata anche con l&#8217;esistenza di pregresse nascite pretermine (Or: 3,412). Il fatto che in questo studio non risulti tra i fattori di rischio la fecondazione in vitro si spiega con il trend nazionale di ricorrere, in caso di nascita non a termine, al parto cesareo (fuori protocollo). Tutte le altre variabili esaminate non si sono dimostrate significative. (da Doctor33)</p>
<p><a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22036591">Eur J Obstet Gynecol Reprod Biol, 2011; 159(2):342-6</a></p>
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		<title>Tutto sugli anticoncezionali</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 18:13:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello Sergio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un articolo completo su tutto cio&#8217; che c&#8217;e&#8217; da sapere sui metodi contraccettivi, per conoscerne l&#8217;utilizzo, per comprenderne il funzionamento, per valutarne l&#8217;efficacia e scegliere quello piu&#8217; adatto a se&#8217; stesse! &#160; LEGGI TUTTO]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un articolo completo su tutto cio&#8217; che c&#8217;e&#8217; da sapere sui metodi contraccettivi, per conoscerne l&#8217;utilizzo, per comprenderne il funzionamento, per valutarne l&#8217;efficacia e scegliere quello piu&#8217; adatto a se&#8217; stesse!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.medicitalia.it/salute/anticoncezionali">LEGGI TUTTO</a></p>
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		<title>Poliabortività: in causa gli autoanticorpi tiroidei?</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 08:31:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello Sergio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli autoanticorpi tiroidei (Ata), e in particolare quelli antitireoglobulina (Tg-Ab), sono associati ad aborto spontaneo ricorrente e possono essere espressione di una più generale anomalia del sistema immunitario materno che porta alla perdita del feto, ovvero potrebbero svolgere un ruolo nell&#8217;aborto ricorrente in modo indipendente dallo stato ormonale tiroideo. Sono i dati che emergono da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli autoanticorpi tiroidei (Ata), e in particolare quelli antitireoglobulina (Tg-Ab), sono associati ad aborto spontaneo ricorrente e possono essere espressione di una più generale anomalia del sistema immunitario materno che porta alla perdita del feto, ovvero potrebbero svolgere un ruolo nell&#8217;aborto ricorrente in modo indipendente dallo stato ormonale tiroideo.<span id="more-1142"></span> Sono i dati che emergono da un studio caso-controllo &#8211; condotto su 160 donne con pregressi aborti spontanei e 100 donne sane. In tutte le partecipanti è stata valutata, sia mediante chemiluminescenza sia mediante radioimmunometria, la presenza di Ata, e in particolare dei Tg-Ab, degli autoanticorpi diretti contro la perossidasi tiroidea (Tpo-Ab) e di recettori Tsh (Tshr-Ab). Si sono riscontrati autoanticorpi tiroidei in 46 donne (28,75%) con aborti ricorrenti e in 13 donne (13%) del gruppo controllo. Le frequenze per Tg-Ab e Tpo-Ab erano maggiori nel gruppo aborto ricorrente rispetto alle donne di controllo. Tra le donne del gruppo aborto ricorrente, il 91,3% di quelle  positive agli Ata lo erano anche per altri autoanticorpi. La maggior parte delle partecipanti allo studio, comunque, era eutiroidea.(da Doctornews)</p>
<p>Am J Reprod Immunol, 2011; 66(6):452-9</p>
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